Mancano esattamente sette giorni alla notte degli Oscar. Andiamo a conoscere meglio alcuni di quelli che, secondo BeAttore, possono portare a case le ambite statuette. Tra i favoriti, sicuramente, la rivelazione Christoph Waltz.
“Quando ho fatto a Berlino il primo provino con Tarantino ho pensato: se anche tutto dovesse finire qui, è stato in ogni caso bellissimo, perchè ho passato un ora fantastica con persone fantastiche” così dichiarò in un intervista il “Bastardo”, scovato da quel Talent Scout di Quentin, che ancora una volta…
… tira fuori dal cilindro un nuovo personaggio indimenticabile, oltre a lanciare l’ennesimo attore tra le icone del cinema (solo per citarne alcuni: Travolta in Pulp Fiction, Uma Thurman in Kill Bill).
Questa autentica rivelazione, dopo aver trionfato e vinto a Cannes, si gode il successo e veleggia verso un Oscar nella sezione attori non protagonisti, succedendo con ogni probabilità al compianto Heath Ledger.
Nato il 4 ottobre di 53 primavere fa, Waltz ha per anni vissuto nell’anonimato nella sua Austria, dividendosi tra apparizioni televisive, compresa una punta del Commissario Rex, e molto teatro, senza sapere che sarebbe stato la chiave di volta per il tanto agognato Warmovie che Tarantino ha in lavorazione da più di dieci anni.
Per anni infatti, il regista oltre a modificare a più riprese il copione, è andato alla disperata ricerca del volto giusto per il suo terrificante cacciatore di ebrei, un gerarca austero, dal sorriso affabile, spietato e soprattutto poliglotta, caratteristica imprescindibile. Dopo centinaia di provini ecco questo totale sconosciuto, capace di parlare correttamente Inglese, Tedesco, Francese e Italiano. Come affermato dallo stesso regista “senza Christoph, il film non si sarebbe fatto”.
Dal loro incontro nasce Hans Landa sullo schermo, un personaggio che ha letteralmente stravolto l’attore austriaco. “Mi si sono aperte molte porte grazie a questo a ruolo, specialmente a Hollywood, meta che a lungo ho sognato. Spero di poter interpretare altri personaggi importanti e impegnativi come quello di Landa”. Sul personaggio invece, rivela di non essersi calato troppo nella parte del gerarca e di aver evitato confronti o modelli di riferimento. Unica fonte d’ispirazione il Maratoneta di Laurence Olivier, in cui lo stesso era un nazista.
Insomma, una star inusuale, giunto alla ribalta tardi, ma con le idee chiare. In attesa della notte di premiazione godiamoci nuovamente qualche immagine da “Bastardi senza Gloria“, tratte dai primi stupendi e raggelanti primi minuti.
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